La complessità perduta della sinistra

Michele Serra riassume in questo articolo una delle fondamentali differenze tra quella che era la sinistra  e  quella che è la destra italiana di sempre, ovvero la propensione alla semplificazione e l´avversione alla complessità della destra e la  capacità perduta e ripudiata della sinistra italiana di cogliere le complessitá. La  risposta  alla sconfitta della sinistra può essere la rassegnazione di considerare l´Italia un paese antropologicamente di destra. In questo caso si porrebbe il problema di perdere bene  e a maggior ragione non rinunciare alla propria identità. Se si riufiuta questa rassegnazione non è certo copiando la destra e  glissando sui temi etici che si può sperare in un riscatto,dato che è dimostrato che l´elettore indeciso (antropologicamente di destra) alla brutta copia preferirá sempre l´originale. La rinuncia a sfidare la destra offrendo soluzioni complesse va ricercata piuttosto nella pigrizia  (incapacità?) culturale della classe dirigente  di offrire soluzioni complesse, contrapponendo alla semplificazione e la limitata visione del mondo di destra un altrettanto fumoso programma. Al “mogli e buoi dei paesi tuoi” della destra non si contrappone la visione di una societá laica e multiculturale nel rispetto delle  regole (dove se  uno è un delinquente é un delinquente indipendentemente dal colore della pelle o dove i gay possono essere  non solo sensibili stilisti,ma anche degli insensibili metalmeccanici!) cara alla tradizione socialista europea, si contrappone un pietismo altrettanto discriminante perché nel voler aiutare l´altro (altro in quanto diverso,non simile!) lo etichetta in altrettanto semplificatorie categorie (zingaro,badante,prostituta,donna delle pulizie). Dato che questa europeistica visione del mondo richiede studio , approfondimento e il rischio di passare ancora una volta per spocchiosi intellettuali lontani dai problemi della ggente (quasi che la decisione di un´azienda straniera di non investire creando dunque posti di lavoro in un paese bigotto e moralista non toccasse la ggente!) , allora si preferisce leggere  letterine strappalacrime per toccare la sensibilità di quella costruzione ideologica chiamata “indecisi di centro”, per poi parlare di temi alti nei propri salotti. Dietro questa semplificazione dunque si nasconde un meccanismo di autodifesa e incapacità della sinistra di comunicare idee  e soluzioni complesse ad un popolo che é stato educato alla semplificazione come il video di Amarcord dimostra. Non é a Porta a Porta che si conquistano voti, ma in altre sedi alla ricerca del voto dei molti delusi di sinistra, ma anche dei cattolici adulti.

~ di alexb77 su settembre 24, 2008.

4 Risposte to “La complessità perduta della sinistra”

  1. forse dovresti pensare al fatto che si è di sinistra quando si ha la panza piena. appena c’è un sentore di crisi, l’umanità ci mette poco a tornare razzista e leghista (http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/elezioni-austria/elezioni-austria/elezioni-austria.html). Questa è la realtà. L’evoluzione NON è a senso unico verso il miglioramento. Si può tornare facilmente al medioevo. il fatto è che, come dice un mio amico, spesso quelli di sinistra “FANNO I BUSONI CON IL CULO DEGLI ALTRI!”

  2. Ti ricordo che quando la sinistra era molto piú spocchiosa e intellettuaoide prendeva molti più voti e aveva una signora classe dirigente.Con la storia dell´avvicinarsi alla ggente la sinistra ha perso capra e cavoli.Il limite della sinistra semmai è di non aver spiegato alla bbase la globalizzazione e la multiculturalità come oppurtunità,ma di aver inseguito l´avversario nella demagogia dell´abbassamento delle tasse e nel pericolo dello straniero.E´più facile e conveniente in termini elettorali dire ad un pensionato semianalfabeta che lo straniero,le tasse sono il problema,piuttosto che cercare i voti tra i 20-30enni sensibili alla multiculturalità e con uno stile di vita europeo.La sinistra perde perché vuole inseguire la destra sul suo terreno,usando le stesse categorie mentali,non perché c´è la CRISI.

  3. bisogna vedere se VUOLE seguire la destra o è l’unica scelta che ha (nel senso che non ha ne competenze ne capacità di spiegare la globalizzazione e la multiculturalità). non è mettendo un senatore di colore nel PD che si è capaci di spiegare e trattare un argomento del genere. è che in ItaGlia mancano le fondamenta della multiculturalità anche a livello dirigenziale

  4. Concordo sul tuo commento,infatti era proprio il senso del post.Sull´Italia irrimediabilmente arretrata invece ecco pezzo di un post di Peter Gomez (http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=85823).”Aznar passerà alla storia per essere riuscito a far perdere al proprio partito un’elezione praticamente già vinta. In occasione degli attentati di Al Qaeda a Madrid tentò per tre giorni di convincere gli spagnoli che l’azione terroristica era opera dell’Eta e non di estremisti islamici. Temendo che gli elettori cominciassero a riflettere sui disastrosi effetti della guerra in Iraq, Aznar arrivò persino a telefonare ai direttori di giornale per spingerli a nascondere la verità. Ma la stampa spagnola, anche quella di centrodestra filo partito popolare, mantenne la schiena dritta, e smascherò il premier. A causa di una menzogna, insomma, i socialisti di Zapatero andarono al governo. ”

    Come vedi quella dell´Italia paese fatalmente di destra é una favola che fa comodo a tutti.Alla destra,alla chiesa e agli incapaci dirigenti di sinistra che non si vogliono togliere dai coglioni e a chi non ha le palle per cacciarli.

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