Le perle di Allevi

Un amico compositore definisce la sua musica post-new-age, ma ho scoperto che è una pratica che fa molto di sinistra tra i compositori parlare male dei colleghi sminuendoli smontando l´idolatria che la plebe incompetente musicalmente gli attribuisce. Un altro amico pianista insinua che le stronzate che dice nelle interviste (quella della pasta al tonno ad esempio oramai un classico) sono farina del suo sacco, ma è spinto dai suoi produttori che lo incoraggiano ad essere se stesso.
In questa intervista scatena le sue perle. Anche se quella insuperabile è quella del tonno (potrebbe essere anche rio mare) , riporto le più significative.
  • La musica è una strega capricciosa che ha monopolizzato la mia vita e viene a trovarmi, bussa alla mia testa e mi chiede una dedizione assoluta e io dalla mia testa poi la plasmo la porto su un pentagramma e da li attraverso le mani entra in contatto con le emozioni della gente.
  • Per suonare il pianoforte é necessario raggiungere una sorta silenzio vigile in cui si sperimenta l´abbandono della gabbia del pensiero e anche l´ossessione del controllo dei particolare a tutti i costi. Quindi l´abbandono e la concentrazione sono due facce della stessa medaglia e attraversi di essi é possibile lasciarsi andare allo stupefacente fluire dell´esistenza della musica.

~ di alexb77 su febbraio 21, 2008.

Una Risposta to “Le perle di Allevi”

  1. ascoltati Ludovico Einaudi se ti piace il pianoforte! al confronto Allevi è un pischello!!!

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