Aragoste al sangue

La sera del 31 dicembre mi trovavo a Diani beach a 30 km da Mombasa. Ce ne siamo quasi fregati e ho cucinato queste due aragoste. Gli italiani che a Malindi se ne sono fregati del tutto non sono moralmente inferiori di quelli che se ne fregano tutto l´anno, ma vivono, che so, ad Abbiategrasso. Noi eravamo al sicuro, eravamo preoccupati semmai per amici e parenti della mia ragazza (kenyana), ma se uno di politica e non solo non capisce un cazzo, vogliamo negargli anche quel po´di fosforo contenuto nell´aragosta?

kenya2-113.jpg

 

Il giorno dopo vista l´aria volevamo andarcene (effetto fosforo), ma la strada verso Mombasa era interrotta. Sullo sfondo viste due colonne di fumo e numerosa gente in strada in lontananza siamo tornati indietro. Il giorno seguente la situazione era migliorata e abbiamo capito da dove veniva il fumo quando abbiamo visto due distributori bruciati.

Non potendo partire subito abbiamo passato la notte a Mombasa. Verso le 11 il muezzin annunciava all´autoparlante un possibile attacco. Allo stesso tempo invitava donne e bambini a ripararsi nella moschea in caso di bisogno e gli uomini ad “organizzarsi”. Gli uomini sono scesi in strada e hanno cominciato ad affilare i maceti. Fortunatamente era un falso allarme. Il giorno successivo siamo partiti per Dar es Salam ed abbiamo appreso alla sera che durante il giorno a Mombasa avevano ammazzato due persone. In ogni caso le zone più calde erano Eldoret, Kisumu e Nairobi.

Grazie e a tutti per il vostro interessamento e preoccupazione. Seguirà fotoracconto del viaggio.

~ di alexb77 su gennaio 12, 2008.

8 Risposte to “Aragoste al sangue”

  1. Bentornato Alessandro!
    si, residui di tribalismo e passi da gigante. Pero’ se vedessi gente affilare il macete, l’appetito per l’aragosta mi passerebbe. Sicuramente tu non ti sentivi in pericolo ma il punto di vista della stampa internazionale era differente. La realta’ e’ che il Kenia e’ stato sull’orlo della guerra civile e se non ci fossero stati gli sforzi di riconciliazione che sono poi avvenuti, la situazione sarebbe peggiorata molto in fretta e sarebbero morte molto piu’ delle alcune centinaia di persone uccise negli scontri avvenuti in un paio di settimane. E’ sempre cosi’: quando parlo con persone che vivono in Israele, mi dicono che le cose non sono poi cosi’ male la’, e che sono molto piu’ preoccupati quando viaggiano negli USA, perche’ sentono le storie dei cecchini sugli edifici e le stragi nelle scuole. mah!

  2. come si inizia un nuovo capitolo e come si allega una foto? purtroppo sono un troglodita e non trovo gli strumenti nell apagina!
    eugenio

  3. Il Kenya ha ricevuto un´attenzione particolare perchè riveste un ruolo strategico e sta passando dalla parte dei buoni.In Darfur per non parlare del Ruanda sono successe cose ben peggiori,ma la si-enne-enne se ne é fregata.Quello che è successo in Kenya é roba da Italia anni ´70 non da “terzo mondo”.E´un grosso salto di qualità.

    Il blog non é aperto a tutti.Mandami sulla posta il materiale che ci penso io.

  4. Lo credo che stavi al sicuro … eri a Zanzibar al villaggio turistico😛
    VERGOGNA! Un vero radical-chic .. anzi, peggio. Elite-classica!

  5. @titollo:non ero in un villaggio turistico!Zanzibar è in Tanzania e mi sono rifugiato gli ultimi giorni.

  6. minchia! ma poi scusa… il kenya dov’è?!?!

  7. @bridge.Quando sei a Rovereto vai sempre dritto.

  8. mmmm…. sotto rovereto inizia il protettorato africano. e ho paura ad andarci. meglio il messico.

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